Grazie all’ultimo numero di Wired, ho riconosciuto quel Marco De Rossi aka ‘maderoweb‘ della comunità di HackerJournal dei tempi d’oro (quando avevo la tenerà età di 14-15 anni…) che mi ha fatto scoprire dal suo profilo Facebook un interessantissimo pdfdi Liquida in cui si analizza cosa e come si è detto nella blogosfera nell’ultimo anno. La stessa Liquida che si conferma, all’interno di Banzai, una della realtà più promettenti dell’Internet nostrano. Ultimamente sono saliti alla ribalta per Liquida Network.
Accantonate rumors confermate e smentite circa l’iPad, mi pare che l’evoluzione naturale di tali dispositivi (sempre se il concept venga accettato a larga parte dal mercato, anche se tutti i presupposti ci sono) sia lo sviluppo di dispositivi multi-touch con tanto di WebOS. E parlando di WebOS non si può prescindere dall’annunciato Chrome OS che nel video di cui sopra il designer Glen Murphy mostra in una futuristica, ma non improbabile, dimostrazione.
Facebook vi annoia? MSN avete smesso di usarlo? Cercate sempre un nuovo modo per stupire gli amici?
Beh… eccovi Flip Title, uno dei numerosi siti che vi permettono di scrivere un testo al contrario e capovolto (un esempio potete vederlo nello stesso titolo di questo post…).
Usarlo è semplicissimo: scrivi il testo, clicchi su flipped text, copi et voilà ….. incolli il tuo nuovo nick su MSN o il nuovo stato su faccialibro…
Insomma, niente di che; ma sempre meglio che giocare a chi-ce-l’ha-più-lungo…
Non mi è ancora del tutto chiaro se mi ha sorpreso di più l’acquisto di Friendfeed da parte di Facebook, o il fatto che la trattativa si sia conclusa con un Mark Zuckemberg, fondatore di Facebook, in bermuda e pantofole.
Mentre ci pensate anche voi, andate a curiosare su com’è cambiato (in termini di layout e grafica) dagli albori ad oggi…
Esattamente 33 anni fa, il 1° aprile 1976, Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne fondavano a Cupertino una società chiamata Apple, che vendeva kit per la costruzione casalinga del computer Apple I.
Allora Apple contava – compresi i 3 fondatori – 3 dipendenti e il fatturato nel primo anno di esercizio si attestò sui 25 mila dollari.
Oggi Apple conta oltre 35.000 dipendenti e nell’ultimo anno ha fatturato circa 32 miliardi di dollari.
Neanche in tempo per abbonarmi a Wired per due anni che scopro che il mio abbonamento è valido solo dal mese di maggio; per cui giù di corsa a prendere il secondo numero dell’edizione italiana di una delle riviste che hanno sancito la rivoluzione dell’era di Internet e delle tecnologie negli States (questo per rispondere a lei, che qualche sera fa mi chiedeva cosa fosse ’sto Wired di cui mi riempivo la bocca su facebook….). Il tutto partorito dalla mente di un italo-americano quale Louis Rossetto…
A suo tempo farò le mie considerazioni del caso sulla rivista nel suo complesso (permettetemi di dire però che in questo numero la copertina, ruvida al tatto, è assolutamente geniale….).
Il successo delle moderne tecnologie disponibili sulla Rete – blog, wiki e l’intero ecosistema web 2.0 – sta mutando radicalmente il nostro panorama produttivo e sociale. I nuovi modelli aggregativi, basati sul coinvolgimento diffuso e la condivisione della conoscenza, hanno messo in crisi le tradizionali forme organizzative, primi fra tutti i media, spogliati del loro ruolo di selezionatori e diffusori dell’informazione. La possibilità di pubblicare e condividere velocemente informazioni sta però generando effetti soprattutto sociali. La facilità di coordinamento e azione collettiva propria di questo nuovo paradigma, se da una parte favorisce la produzione di valore con uno sforzo apparente minimo – un esempio lampante è Wikipedia – dall’altra apre però a possibili distorsioni, insidiando le tradizionali forme organizzative, diminuendo il potere delle istituzioni e togliendo, in ultimo, alla società il potere di contrastare comportamenti devianti di gruppo. Shirky si muove attraverso i chiaroscuri della rivoluzione digitale, tra le possibilità delle piattaforme emergenti e le prossime crisi dei processi e delle relazioni, tratteggiando le linee future di una rivoluzione che è solo agli inizi.
“Dagli anni Settanta a oggi Steve Jobs ha rivoluzionato l’informatica, il cinema d’animazione e la musica digitale con creazioni che non sono solo campioni di vendite, ma veri e propri oggetti di culto. Non c’è quindi da stupirsi se molti lo venerano come un dio. Oltre che per le geniali intuizioni, Jobs è famoso per la personalità a dir poco difficile: grandissimo egocentrico, fanatico del controllo, autentico sociopatico, di lui si è detto questo e altro. Ma chi è il vero Steve Jobs? Qual è il segreto del suo successo? Questo libro lo spiega addentrandosi nella mente del “papà ” del business più clamoroso dei nostri tempi. Jobs è uno spirito elitario ma i suoi prodotti sono “a prova di stupido”. È pessimo nel gestire i rapporti umani, eppure riesce a circondarsi dei migliori collaboratori di caratura internazionale. Si professa buddista e antimaterialista ma sforna oggetti di massa dalle fabbriche asiatiche e li promuove grazie a un’impareggiabile padronanza dello strumento di comunicazione più “grossolano”, la pubblicità . Da questa lunga serie di contraddizioni Jobs ha tratto una filosofia di business che ha portato la sua azienda a conquistare impensabili traguardi in nuovi mercati, attraverso una reale pratica dell’innovazione. Dalla nascita del primo Mac a quella dell’I-Phone, l’autore ripercorre le tappe della vita professionale e privata di Steve Jobs, in una biografia che è anche fonte di spunti per creare il proprio stile di management vincente.”