Giusto per capirci, un servizio sulla televisione francese con il leader Bayrou che insieme al conduttore fanno emergere esattamente l’idea che all’estero si fanno dell’Italia di Berlusconi.
D’altronde anche a me quando vado in Iran e qualcuno viene a sapere che sono italiano dicono sempre “ah, sì, l’Italia! Spaghetti, mafia, Berlusconi!” (omettendo che talvolta le ultime due coincidono).
Stavolta la stanno facendo talmente grossa che non ci sta più nemmeno la Lega. L’ennesima legge-porcata di questa legislatura, discussa in queste ore al Parlamento, rischia di trasformare la Protezione Civile in una vera e propria società autonoma e, in maniera palesemente incostituzionale, addirittura non esaminabile né dalla magistratura né dalla Corte dei Conti! Dulcis in fundo: il tutto ha valenza retroattiva.
N. B. da seguire l’interessantescambio di battute che si succedono su Repubblica tra Scalfari e lo stesso Bertolaso.
Milko Pennisi trovato con le mani nel sacco (o meglio, nel pacchetto di sigarette: vi hanno trovato 5.000€ di tangenti). Consigliere comunale del PDL, Presidente della Commissione Urbanistica di Milano, si contenderà il ruolo di ministro con quel brav’uomo di Bertolaso.
Luca De Biase, riassumendo i dati dell‘Osservatorio di Pavia, giustamente si chiede quanto può essere acuta la miopia di quel centrosinistra che non ha mai varato misure contro il conflitto di interessi.
Solo su Tg3 il governo e l’opposizione hanno lo stesso tempo. Su Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto, non c’è paragone. Negli altri telegiornali della Rai i quattro partiti dell’opposizione hanno meno di un terzo del tempo, riporta Marco Mele del Sole. Mentre sui telegiornali della Mediaset, che appartiene al capo del governo e della maggioranza, la parte politica del proprietario ottiene quote comprese tra il 60 e l’80% del tempo. Se poi si moltiplica tutto questo per l’audience, si vede che la grandissima parte degli italiani sono martellati dai messaggi della maggioranza. Ricordando che una quota superiore alla metà degli italiani ottiene le notizie solo dai telegiornali si trova conferma alla convinzione che in queste condizioni la partita del consenso non è facile per l’opposizione.
Bello, bello, bello. Assolutamente indispensabile per chi vuole approcciare una qualsiasi attività 2.0. La teoria dell’abbondanza di Chris Anderson spiega e illustra in maniere sempre chiara e semplice le straordinarie opportunità che la Rete offre, il necessario adeguamento a vecchi e superati modi di pensare l’economia nell’era dei bit. Imperdibile.